Ore 13.45: eccomi, dopo ieri sera, alla postazione silenziosa davanti al Tabernacolo. Rassereno il respiro, chiudo gli occhi (oggi, un dono e una richiesta mi hanno portato in giro, è stata una giornata ricca per gli occhi), cerco di consapevolizzare che sono alla Sua presenza per me e per tutti. Come spesso da quando, anni fa, ho avvertito che non immagino nemmeno quanto io possa essere misero, arriva la preghiera del cieco Bartimeo: "Signore, abbi pietà di me!". Si mescola a tanti pensieri, a quello che ho fatto, a ciò che ho da fare. Inizio a pregare con i salmi di metà giornata, la lettura breve mi riporta a Gesù Crocifisso, ripenso al papa venerdì che, novello discepolo sotto la Croce, invoca l'aiuto di un Dio trafitto e tragicamente ferito (il Cristianesimo è tutto un paradosso). Chiudo questo quarto d'ora di silenzio e preghiera con l'Angelus, non senza aver focalizzato nel Tabernacolo Gesù Risorto che dona il pane ai due di Emmaus (scandaloso, il Risorto che non va a vincere sui suoi assassini, ma continua a pensare alle pecorelle perdute). Mi hai donato un po' del tuo cibo, in questi 15 minuti, Signore! Che io lo custodisca per poterlo donare a mia volta.
~ Don Luca