Parrocchia San Luigi Gonzaga - Ragusa
Ero straniero e mi avete accolto - Parrocchia San Luigi Gonzaga - Ragusa

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Ero straniero e mi avete accolto

Come parrocchia di San Luigi da circa un mese abbiamo accolto Rita, una giovane vedova nigeriana, e i suoi due figli, Destiny di 7 anni e Daniel ormai di quasi 8 mesi. Perché lo stiamo facendo? Dobbiamo sentirci migliori degli altri? Da oggi potremmo leggere sul nostro sito delle brevi riflessioni di Papa Francesco che ci ricordano come è il Signore che ci chiede di accogliere l'altro, e ci aiuteranno a non farci prendere dalla voglia di fare, anche se questo fare significa aiutare qualcuno. Con queste parole del papa vorremmo sempre recuperare il senso di quello che facciamo e permettere al nostro cuore di non inaridirsi nel semplice fare. Buona lettura e spero che possiamo sempre essere rinnovati dal Vangelo e dal papa che ce lo propone costantemente.

riscopriamo le opere di misericordia corporale : dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti. E non dimentichiamo le opere di misericordia spirituali: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti.

Misericordiae Vultus, 15

Apriamo i nostri occhi per guardare le miserie del mondo, le ferite di tanti fratelli e sorelle privati della dignità, e sentiamoci provocati ad ascoltare il loro grido di aiuto.Le nostre mani stringano le loro mani, e tiriamoli a noi perchè sentano il calore della nostra presenza, dell'amicizia e della fraternità. Che il loro grido diventi il nostro e insieme possiamo spezzare la barriera di indifferenza che spesso regna sovrana per nascondere l'ipocrisia e l'egoismo.

Misericordiae Vultus, 15

E' mio vivo desiderio che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporale e spirituale. Sarà un modo per risvegliare  la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre di più del cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina.
La predicazione di Gesu' ci presenta queste opere di misericordia perche' possiamo capire se viviamo o no come suoi discepoli.

Misericordiae Vultus, 15

In questo Giubileo ancora di più la Chiesa è chiamata a curare queste ferite, a lenirle con l'olio della consolazione, fasciarle con la misericordia e curarle con la solidarietà e l'attenzione dovuta. Non cadiamo nell'indifferenza che umilia, nell'abitudinarietà che anestetizza l'animo e impedisce di scoprire la novità, nel cinismo che distrugge.

"Misericordiae Vultus, 15"

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