La rete
Care amiche, cari amici,
una rete è fatta da tanti cordini legati tra di loro in modo tale da creare tra il primo e l'ultimo un legame attraverso tutti gli altri. Il papa ieri sera ci ha ricordato che "nessuno si salva da solo".
La situazione attuale, come tutti abbiamo capito, sta coinvolgendo praticamente tutti gli aspetti della nostra vita. Per questo è umano e fraterno stringere le mani di chi mi sta vicino per tessere con lui la rete che permette di far arrivare a tutti bisogni e sostegno.
Vi rivolgo oggi tre inviti:
1. il primo invito è per tutti coloro che sentono già o iniziano a sentire il peso economico dovuto alla riduzione o alla mancanza di lavoro: comunicate pure le vostre difficoltà, senza disagio o pudore. E vero, possono esserci persone che si trovano in acque peggiori delle vostre, ma oggi "ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati" (ancora il papa ieri sera); non possiamo quindi permetterci distinzioni e posticipazioni nel donarci reciprocamente sostegno. Se qualcuno inizia ad avere difficoltà con una bolletta, con una rata d'affitto, con la spesa... la comunità di San Luigi vi considera sua parte, non temete di bussare ai cuori dei fratelli dell'unica famiglia di San Luigi;
2. il secondo invito è per chi vive solo o a casa attraversa difficoltà e ha bisogno di sentirsi ascoltato e non sa a chi rivolgersi. Prendete il telefono e senza timore componete questi numeri: 328 426 9042 (Alberta) 0932 256729 (Maria Rosa)
Ovviamente, a questo numero non disturbate mai: 329 125 5105 (è il mio cellulare, praticamente sempre acceso);
3. il terzo invito è per chi, nonostante il coronavirus, ha una rete di parenti e amici che gli riscalda il cuore e ha una situazione economica florida e che non risentirà di quanto viviamo. Ve lo porgo con parole del papa di ieri sera: "Il Signore ci interpella e, in mezzo alla nostra tempesta, ci invita a risvegliare e attivare la solidarietà e la speranza capaci di dare solidità, sostegno e significato a queste ore in cui tutto sembra naufragare". Chiedetevi se conoscete, vicine o lontane, persone sole, anziane, che possono aver bisogno anche solo di sentirsi pensate; vincete il riserbo, il timore di disturbare, il pensiero di essere invadenti e chiamatele. E ancora, convinto che già lo state facendo, non fermate la vostra generosità concreta, materiale, scegliendo la via (la parrocchia, la Caritas, il Comune di Ragusa, la protezione civile e altro ancora) che preferite perché chi ha fame mangi, chi è al freddo si scaldi, chi soffre sia curato. Infine, segnalateci chi pensate o avete anche solo un piccolo dubbio sia in difficoltà di qualunque tipo.
Essere in rete può farci sentire tirati in malo modo. Ma anche se si spezza in uno o più punti, la rete non scompare: anzi, ci sarà una parte di rete che abbraccerà lo strappo per ricucirlo. "Abbracciare la sua croce [di Cristo] significa trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità, di solidarietà".
Preghiamo in Gesù, che nella lotta dell'Orto degli Ulivi, ha saputo chiedere al Padre di non soffrire e nello stesso tempo fidarsi di Lui e abbandonarsi nelle Sue mani. Preghiamo per noi, preghiamo per tutti!
don Luca
P.S.: se cliccate qui, troverete informazioni utili sui servizi avviati a Ragusa