Parrocchia San Luigi Gonzaga - Ragusa
In tempo di covid - Parrocchia San Luigi Gonzaga - Ragusa

Questo sito web usa i cookie

I cookie aiutano sanluigi-gonzaga.it a fornire i propri servizi. Navigando sul sito accetti il loro utilizzo.

Alle 19, a San Luigi c’incontreremo con Gesù risorto.
Perché vi invito a venire?
«I pozzi sahariani sono dei semplici buchi scavati nella sabbia. Questo assomiglia a un pozzo di villaggio. Ma non c’era alcun villaggio intorno, e mi sembrava di sognare. “È strano”, dissi al piccolo principe, “è tutto pronto, la carrucola, il secchio e la corda…”. Rise, toccò la corda, fece funzionare la carrucola e la carrucola gemette come geme una vecchia banderuola dopo che il vento ha dormito a lungo. “Senti”, disse il piccolo principe, “noi svegliamo questo pozzo e lui canta…”. Non volevo che facesse uno sforzo. “Lasciami fare”, gli dissi, “è troppo pesante per te”.
Lentamente issai il secchio fino allorlo del pozzo, lo misi bene in equilibrio. Nelle mie orecchie perdurava il canto della carrucola e nell’acqua che tremava ancora vedevo tremare il sole. “Ho sete di quest’acqua”, disse il piccolo principe, “dammi da bere…”. E capii quello che aveva cercato! Sollevai il secchio fino alle sue labbra. Sedette con gli occhi chiusi. Era dolce come una festa. Quest’acqua era ben altra cosa che un alimento. Era nata dalla marcia sotto le stelle, dal canto della carrucola, dallo sforzo delle mie braccia. Faceva bene al cuore, come un dono. Quand’ero piccolo, le luci dell’albero di Natale, la musica della messa di mezzanotte, la dolcezza dei sorrisi, facevano risplendere i doni di Natale che ricevevo» (da Il Piccolo Principe, cap. XXV).
La Parola di Dio nasce oggi in mezzo a noi dalla marcia del popolo d’Israele, dal cammino dietro Gesù di Nazaret lungo le strade della Palestina, dal canto di lode di chi lo ha riconosciuto Risorto, dallo sforzo dei cristiani di ogni epoca nel tramandarla. È l’acqua di un pozzo di villaggio senza case, perché il villaggio è fatto di carne, la nostra carne che si incontra attorno a Gesù che ci chiama per incontrarlo. Sapremo cercare e godere di quest’acqua?

C’è una bellissima (e abusata… ma oggi ci sta) pagina del Piccolo Principe che ci aiuta a capire cos’è un rito, che viviamo di riti, che i riti più importanti sono quelli che riempiti da affetto e legame. Potete leggerla cliccando qua: http://www.carmelitanescalze-concenedo.it/files/ES2017/IL%20Piccolo%20Principe%20e%20la%20Volpe.pdf. Io vorrei non dire più Santa Messa (che in molti evoca solo il rito nel senso più vuoto e formale del termine). Vorrei far risuonare la voce della volpe che mi dice: “Addomesticami!”… e scoprire che le sue fattezze fulve e furbe, ma un volto segnato da spine, due mani aperte dai chiodi, un cuore spezzato per amore. Non vorrei più pensare alla celebrare l’Eucarestia (che forse in tanti nemmeno sanno cosa significa e ritornano a Santa Messa). Ma vorrei far sentire l’inquietudine (non il vago sentimento che va e viene) per un incontro in cui ognuno dona almeno un pezzo di sé per la felicità di aver trovato l’Amico che ha già preparato la festa. Io vorrei che la nostra piccola fede, che miracolosamente resiste, come può, in un contesto sociale e culturale che non ci aiuta ad essere discepoli di Gesù, trovasse nel rito della Cena del Signore quel momento per riscoprirsi amici di Cristo, per riscoprire Cristo amico nostro, per rinsaldare questa amicizia. Io ho tanto da imparare, spero mi aiuterete. Stasera alle 19 in chiesa chi potrà esserci? Fino a 35 posti ci entriamo! Per chi è assolutamente impossibilitato, c'è sempre la possibilità del mio profilo Facebook e di Youtube (https://youtu.be/Dli-787wpvc). Pregate per me, pregate per i malati!

Qual è il proprio, lo specifico, l'essenziale, il centro della nostra vita? Siamo stati abituati a lavorare, a organizzare le vacanze, a sfruttare i giorni rossi del calendario per spezzare una routine che, in fondo, abbiamo scelto noi, a dare per scontato che parenti e amici siano sempre lì a nostra disposizione. Abbiamo dovuto fare a meno di tutto questo. Siamo ancora qui. Abbiamo dovuto trovare un altro centro, essere forti per noi e i nostri figli e riscoprire casa, famiglia, amici in modo diverso, facendo a meno di sabati sera, tradizioni culturali legate alla Pasqua, scampagnate di pasquetta, 25 aprile, 1 maggio. Facciamo un passo in più: se tutto quello che era centrale nella nostra vita è stato trasformato, chiediamoci allora chi siamo e cosa mettere davvero al centro. Attenzione agli autoinganni (il tanto noto: sarebbe bello, ma... se... però...). La bimba, in questo momento per me preferita un attimo in più nella preghiera, stamattina ha sorriso e la sua mamma ha dedicato il suo sorriso a tutti coloro che stiamo pregando per loro. Forse se ci immedesimiamo nei loro panni, potremo riflettere ancora meglio sull'essenziale. Potrebbe aiutarci la celebrazione dell'Eucarestia, alle 12, dal mio profilo Facebook e da Youtube (https://youtu.be/6h3u-0szksI).

È ora... di NON vedere la messa, ma di incontrare Gesù risorto nei segni del Suo amore (fratelli, Parola, Eucarestia).
È ora... di NON venire in chiesa per le cerimonie, ma di andare incontro a Gesù risorto che s'interessa di noi.
È ora... di NON sentire le letture, ma di scoprire cosa Gesù risorto mi suggerisce per ripensare la mia vita.
È ora... di NON pregare per vedere risolti i miei problemi, ma di affidare a Gesù risorto la mia vita unita a quella di ogni uomo e donna, miei fratelli.
È ora... di NON prendere la comunione, ma di sentire fame e sete della volontà misericordiosa di Dio per sfamarsi di Lui e con Lui.
Cos'è tutto questo? Lasciate perdere il nome e ricostruite nella vostra mente questi gesti nuovi. Ora, non quando sarà possibile.
Alle 19 ci proveremo a San Luigi. Possiamo essere fino a 35. Se qualcuno ha grosse difficoltà ad uscire (perché anziano, malato, ancora al lavoro, occupato a curare i suoi cari), può sempre provare a vivere in questo modo nuovo ciò che sarà trasmesso dal mio profilo Facebook e da Youtube (https://youtu.be/0SbDmG5NRuA). Vi aspetto!

Oggi sono più che mai mendicante, pellegrino che ha solo Dio per rifugio e sostegno. C'è una bimba che stanotte urgentemente è stata operata alla testa. I suoi genitori mi sono molti cari. Mendico un po' di preghiera. Spero nella vostra carità. E c'è un altro bambino, che non conosco, non so di chi è figlio, ma ha il cuore che non funziona bene. Stamattina leggevo un post su Facebook, di cui riporto alcune frasi (scritte da Tonio Dell'Olio): -Parlando della finalità di questa giornata [quella di ieri], il papa letteralmente ha detto: "I credenti di tutte le religioni si uniscano spiritualmente in una giornata di preghiera e digiuno e opere di carità, per implorare Dio di aiutare l'umanità a superare la pandemia di coronavirus". A Dio non si chiede di intervenire con un atto dall'alto, con un miracolo che somigli a una magia. Ai credenti non si chiede di compiere un rito che sia vicino di casa della superstizione: si chiede piuttosto a Dio di "aiutare l'umanità a superare la pandemia". Si chiede a Dio di illuminare le menti di ricercatori e scienziati, di irrobustire le braccia stanche di infermiere, infermieri, operatori socio sanitari, medici e paramedici; di ispirare ai governanti le scelte più efficaci, di sostenere l'animo dei pazienti e dei loro familiari. E tutto questo in ogni angolo, anche il più nascosto, del mondo. Il digiuno, insieme alla preghiera, ci rende paradossalmente più forti perché ci apre gli occhi su ciò che è davvero importante, anzi vitale. E la solidarietà ci fa respirare con l'anima del mondo in cui nessuno è straniero-. Ecco la preghiera, il digiuno, la carità in Cristo: confidare nella Provvidenza divina, che sa sbrogliare i nodi più complessi e complicati della storia di tutti e di ciascuno, suscitando energie nelle menti e nei cuori, prendendoci per mano. Per chi vuole lasciarsi prendere per mano con la Santa Messa, alle 19 celebrerò in diretta da Facebook e da Youtube. Il Signore che tiene per mano questi due bimbi, aiuti anche noi a stringere forte la sua.